Recensione del film dal blog “Ecquobottega”

Pubblicato: gennaio 8, 2014 in Uncategorized
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Mentre attendiamo i primi commenti da chi ha già visto il film in streaming HD su https://www.reelhouse.org/stuffilm/vento/ventofilmtrailer (gli amici che hanno acquistato il dvd sono in attesa del postino!) pubblichiamo una bella recensione del film scritta da Suambra Strumendo sul blog ecquobottega.it

VENTO. L’Italia in bicicletta lungo il fiume Po
Quando la bici… (non) va in vacanza!
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Una volta a settimana la celeberrima nonna Regina, già cacciatrice di api, radunava in scala il terzetto delle nipoti, di cui facevo orgogliosamente parte, per una rischiosa gita in bicicletta lungo la Triestina, spalmata in tre tappe, una volta raggiunto il paese: visita alla balbuziente zia Anna, pace all’anima sua, spesa al supermercato, ritiro delle gonne rammendate a casa della sarta Maria, la pingue gattara. La strada che dovevamo percorrere era un rettilineo super trafficato, come lo è tuttora, in mezzo al verde. La regola da rispettare era sempre la stessa: noi bambine davanti, sguardi vigili sulla linea bianca, mentre la nonna chiudeva la coda, a bordo della sua Graziella rosa confetto.
Lungo il tragitto le insidie erano molte a causa della mancanza di una pista ciclabile. Il ciglio della strada era pressoché inesistente e sconnesso dalle sotterranee radici dei platani. Ricordo ancora il livello di adrenalina in corpo che mi accompagnava ad ogni viaggio, alimentata dal passaggio a filo delle macchine che provocava a noi cicliste un “destra-sinistra” pericolante. 
Aria che non dimenticherò mai, il vento della libertà. Ancora oggi gli incontri con il vento non smettono mai di emozionarmi, ma ho notato che ultimamente tale parola è stata utilizzata per un divertente slogan che promuove un moderno progetto urbanistico: VENTO, acronimo dei suffissi VENezia/TOrino è un progetto ideato e creato da DAStU – Politecnico di Milano, per la definizione di una pista ciclabile lungo la Pianura Padana, seguendo il corso del fiume Po, da Torino a Venezia e viceversa. Lo scopo è la promozione di un’idea concreta di sviluppo occupazionale, ambientale ed alimentare attraverso la valorizzazione del cicloturismo.
La ciclovia VENTO è lunga 679 km e attraversa più di 200 località, coinvolgendo 2.000 enti commerciali e più di 10.000 aziende agricole. 

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Per promuovere il progetto il 25 maggio 2013 è stato inaugurato VENTO biciTour, un avventuroso cicloviaggio di otto giorni, compiuto da cinque valorosi docenti del Politecnico di Milano, che hanno pedalato per 632 km, dalle Alpi all’Adriatico, lungo 15 tappe, e visitato centri d’interesse come Milano, Cremona e Ferrara, stretto la mano a turisti e bambini, colloquiato con abitanti e amministratori presentando il progetto come orgogliosi ambulanti, e rimpinzandosi, pedalata dopo pedalata, di specialità della casa di terra e mare, dal riso alle vongole. 

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Per tutti i San Tommaso è stato anche girato il film documentario dell’impresa fisica e intellettuale, intitolato Vento. L’Italia in bicicletta lungo il fiume Po, regia di Paolo Casalis, Pino Pace, Stefano Scarafia. Dinamico, spassoso e naturale come una ruota di bicicletta, il documentario mette in scena il delicato incontro fra l’uomo e la natura, tenuto insieme dalla bicicletta, ma ostacolato sempre più spesso dai soliti limiti infrastrutturali e ambientali. Dietro al mezzo milione di pedalate compiute dai sostenitori di VENTO c’è l’interesse di far capire alla gente che la riqualificazione della dorsale ciclistica è un bene immobile su scala europea che richiama il cicloturista italiano e straniero come l’imprenditore locale poiché centinaia di migliaia di turisti vorrebbero visitare i paesi e le città vicine al fiume, ma ne sono impediti a causa della desertificazione infrastrutturale e dei gaps culturali. L’investimento è oneroso,
costa 80 milioni di euro, ma rilancerebbe l’economia del territorio per oltre 100 milioni di euro all’anno, offrendo fino a 2.000 posti di lavoro, arrivando persino ad attrarre oltre mezzo milione di turisti l’anno, (pensate che con gli stessi soldi si costruiscono solamente 2 km di autostrada). 
Tutto ciò senza infierire a livello paesaggistico perché è la stessa natura a regalare all’uomo tratti pedalabili che corrono lungo gli argini, smerigliati fra loro anche per assurde regole d’uso (il 42% della lunghezza totale), che VENTO andrebbe a valorizzare, formando un serpentone dall’appeal turistico accattivante e da un ottimo livello di sicurezza.
Nel film, gli impavidi “ciclonauti” viaggiano a qualsiasi ora, anche di notte e sotto la pioggia, facendo i conti con altre avversità come piloni che sbarrano la strada, trasporti pubblici che limitano il carico di biciclette a quattro, interruzioni di percorso risolte con la bici in spalla, il tutto nel cuore della Valle del Po, sospesa fra legalità e illegalità, fra bellezze sconosciute, storiche attività con le serrande chiuse e archeologia industriale. Davvero toccanti le foto d’archivio in bianco e nero che immortalano con disincanto l’Italia di ieri, fatta di più natura e meno cemento, di piccole spiagge frequentate da un brulichio di turisti e attività floride. 
Continuo a credere, e gli scatti me ne danno ragione, che noi italiani siamo un popolo al quale la natura non ha fatto sgarbi, razzie o atti di avarizia, ma solo preziosi doni. L’Italia è la nazione con il più alto numero di beni culturali nel Mondo. Tutti lo sanno, tutti se ne vantano, nessuno che agisce concretamente in difesa del paesaggio e investa nella educazione alla cultura di eterogenee forme di divertimento e svago, come il cicloturismo. È necessario agire sulla forma mentis delle persone, il che significa instillare nell’organismo del cittadino l’enzima della sostenibilità, l’interesse per il polimorfo e per la sfumatura, che nel concreto vuol dire far capire alla gente che le Spa e le bellezze culturali non si raggiungono solo a quattro ruote, ma che sarebbe uno spasso farlo anche in sella ad una bicicletta. 
VENTO è un progetto sincero e altruistico che asseconda la stessa personalità del Po, un umile e orgoglioso fiume, diversamente valorizzato anche nel documentario, che unisce tante terre, divise dall’ego degli uomini.
VENTO è una biologica Vinavil contro le scheggiature infrastrutturali, una Travelgum alla nausea da viaggi a singhiozzi, un’idea visionaria ma solida, che punta al rilancio dell’economia del territorio italiano sfruttando il mezzo di trasporto più ecologico che l’uomo sia mai riuscito a costruire: la bicicletta!
Oggi nonna Regina preferisce andare a piedi a causa dei reumatismi, ma la Graziella di cui mi ha fatto dono l’ho riposta gelosamente in garage. È tutta sgangherata, quasi mi secca portarla ad aggiustare, la ruggine mi ricorda chi sono e con quanto buon vento ho stretto amicizia.
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Vento/ L’Italia in bicicletta lungo il fiume Po
Regia: Paolo Casalis, Pino Pace, Stefano Scarafia
Produzione: Stuffilm / BODÀ

Il film è disponibile in DVD o streaming HD su: www.filmvento.wordpress.com

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